RESPIRA IL VERO RELAX, TRA LA STORIA DI UN NOBILE PASSATO

Un luogo unico ed autentico di Puglia

Il padre di Francesco Cavaliere de Raho, attuale titolare della Tenuta Calizzi, noto avvocato civilista, apparteneva a una famiglia di proprietari terrieri salentini, ma anche la madre, figlia unica discendente dai baroni de Raho di Cassineto, antica famiglia di origine Normanna, vanta un altrettanto forte legame con il Salento e la ruralità.

Il bisnonno di Filippo Cavaliere è stato, tra tutti, colui che ha creduto moltissimo nelle proprietà di famiglia. Nel 1910 decise di abbandonare la professione di medico – anche per motivi caratteriali – per occuparsi a tempo pieno della conduzione delle campagne, avvalendosi di personale esperto e qualificato, con l’obiettivo di giungere a risultati d’eccellenza, diventando ben presto un modello vincente, da imitare, per altre aziende del territorio.

Si ricorda l’utilizzo di una locomobile cioè di un grosso generatore di vapore per alimentare i macchinari del primo impianto enologico e frantoio oleario e l’impianto di illuminazione ad acetilene presente in ogni locale del centro aziendale.

I risultati furono brillanti, ma non privi di grossi sacrifici, in termini di tempo impiegato e di risorse umane e finanziarie investite.

In quegli anni le proprietà erano più estese e abbracciavano più comuni. Il bisnonno già aveva arricchito le tenute dotandole di aree di trasformazione dei prodotti della terra. Il grande problema che si dovette sopportare con dolore fu la terribile azione distruttiva esercitata dalla fillossera sul vigneto. Da allora in poi, a primeggiare tra le varie colture delle proprietà della famiglia de Raho furono gli olivi, piante che seppure danneggiate dalla terribile Xylella consentono ancora all’azienda di ricavare, dalla molitura tempestiva e sollecita delle olive, oli eleganti e morbidi e ricchi di carattere.

Nel 1929 si insediano gli impianti per l’estrazione dell’olio dalle olive. Il frantoio tecnologicamente avanzato per l’epoca risulta tra i più antichi del territorio comunale, a testimonianza di un impegno nel puntare sempre lo sguardo in avanti. Da allora, e sin dall’esordio nel mondo rurale della famiglia Cavaliere de Raho, il cammino non è mai cessato e continuerà con la 5° generazione.

È nel 1986 che avviene la grande svolta, quando l’attuale titolare della Tenuta Calizzi, dopo gli studi di Ingegneria Meccanica con indirizzo Costruttivo Motoristico presso il Politecnico di Milano ed aver arricchito la specializzazione in Ingegneria Agriaria presso l’istituto della Facoltà di Agraria sotto la formazione del grande professore Giuseppe Pellizzi, ha pensato bene di seguire le orme del nonno, di cui porta con orgoglio il medesimo nome, per ridare slancio e competitività a un’azienda che ha fatto della diversificazione produttiva il proprio punto di forza.

In un ritratto letterario-giornalistico del 2004, pubblicato nel libro 50 pugliesi nel mondo – protagonisti dell’enogastronomia pugliese, a firma di Lory Pesce Bunamico, si legge la seguente affermazione: “(…) con entusiasmo in quantità industriale e con tenacia, che considero una grande qualità, sino a quando non diventa ostinazione e con la collaborazione di un consistente gruppo di lavoro, si è realizzata una ‘magia’! Ma nella mia vita di fondamentale importanza è stata: la capacità di saper accettare anche il dolore come valore positivo. E’ questo atteggiamento che mi consente perseguire un ideale umanistico e costituisce il presupposto della realizzazione dei miei intendimenti e della felicità”.

Nota: La “magia” si riferisce all’introduzione della coltivazione dei Frutti di Bosco resa possibile dalla genialità del grande professore Giancarlo Bounous di Torino.

ANTICIPO’ DI 50 ANNI IL FENOMENO DEL TARANTOLISMO

 

Gli studi di Francesco de Raho nel libro di De Martino

Nel 1903 Francesco de Raho, figlio di Filippo, si laureò a Roma in medicina con la tesi “Il Tarantolismo nella superstizione e nella scienza”.

Dopo la pubblicazione, una copia finì al museo Sigismondo Castromediano di Lecce, da dove venne ripescata nel 1959 dal noto etnologo Ernesto De Martino. Egli apprezzò in maniera significativa gli studi condotti da Francesco de Raho, fino a dedicargli metà della prefazione nel suo libro “La Terra del Rimorso”, ora tradotto in più lingue e conosciuto in tutto il mondo. De Martino riconobbe il grande merito di aver anticipato di 50 anni la comprensione del fenomeno del Tarantolismo.

RESPIRA IL VERO RELAX, TRA LA STORIA DI UN NOBILE PASSATO

Un luogo unico ed autentico

Il padre di Francesco Cavaliere, attuale titolare della Tenuta Calizzi, noto avvocato civilista, apparteneva a una famiglia di proprietari terrieri, ma anche la madre, figlia unica discendente dai baroni de Raho di Cassineto, antica famiglia di origine Normanna, vanta un altrettanto forte legame con la terra e la ruralità.

Il nonno materno di Francesco Cavaliere è stato, tra tutti, colui che ha creduto moltissimo nelle proprietà di famiglia. Nel 1910 decise di abbandonare la professione di medico – anche per motivi caratteriali – per occuparsi a tempo pieno della conduzione delle campagne, avvalendosi di personale esperto e qualificato, con l’obiettivo di giungere a risultati d’eccellenza, diventando ben presto un modello vincente, da imitare, per altre aziende del territorio.

Si ricorda l’utilizzo di una locomobile cioè di un grosso generatore di vapore per alimentare i macchinari del primo frantoio oleario e l’impianto di illuminazione ad acetilene presente in ogni locale del centro aziendale.

stemma famiglia de raho calizzi storia

I risultati furono brillanti, ma non privi di grossi sacrifici, in termini di tempo impiegato e di risorse umane e finanziarie investite, considerando peraltro che non era ancora percepita all’unisono l’idea di poter rendere economicamente vantaggiose le attività agricole, alla pari delle imprese industriali.

In quegli anni le proprietà era più estese e abbracciavano più comuni. Il bisnonno già aveva arricchito le tenute dotandole di aree di trasformazione dei prodotti della terra. Il grande problema che si dovette sopportare con dolore fu la terribile azione distruttiva esercitata dalla fillossera sul vigneto. Da allora in poi, a primeggiare tra le varie colture delle proprietà della famiglia Cavaliere de Raho furono gli olivi, piante che ancora oggi investono la gran parte della superficie coltivata, permettendo all’azienda di ricavare, dalla molitura tempestiva e sollecita delle olive, oli eleganti e morbidi, sapidi e ricchi di carattere.

Nel 1929 si insediano gli impianti per l’estrazione dell’olio dalle olive. Il frantoio risulta tra i più antichi del territorio, a testimonianza di un impegno nel puntare sempre lo sguardo in avanti. Da allora, e sin dall’esordio nel mondo rurale della famiglia di Francesco Cavaliere de Raho, il cammino non è mai cessato.

E’ nel 1985 che avviene la grande svolta, quando l’attuale titolare della Tenuta Calizzi, dopo gli studi di Ingegneria Meccanica con indirizzo Costruttivo Motoristico presso il Politecnico di Milano ed aver arricchito la specializzazione in Ingegneria Agriaria presso l’istituto della Facoltà di Agraria sotto la formazione del grande professore giuseppe , ha pensato bene di seguire le orme del nonno, di cui porta con orgoglio il medesimo nome, per ridare slancio e competitività a un’azienda che ha fatto della diversificazione produttiva il proprio punto di forza.

In un ritratto leterario-giornalistico del 2004, pubblicato nel libro 50 pugliesi nel mondo – protagonisti dell’enogastronomia pugliese, a firma di Lory Pesce Bunamico, si legge curiosamente la seguente affermazione:
“(…) con entusiasmo in quantità industriale e con tenacia, che considero una grande qualità, sino a quando non diventa ostinazione e con la collaborazione di un consistente gruppo di lavoro, si è realizzata una ‘magia’! Ma nella mia vita di fondamentale importanza è stata: la capacità di saper accettare anche il dolore come valore positivo. E’ questo atteggiamento che mi consente perseguire un ideale umanistico e costituisce il presupposto della realizzazione dei miei intendimenti e della felicità”.

Nota: La “magia” si riferisce all’introduzione della coltivazione dei Frutti di Bosco resa possibile dalla genialità del grande professore Giancarlo Bounous di Torino.

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ANTICIPO’ DI 50 ANNI IL
FENOMENO DEL TARANTISMO

Gli studi di F. de Raho nel libro di De Martino

Nel 1903 Francesco de Raho, figlio di Filippo, si laureò a Roma in medicina con la tesi “Il Tarantolismo nella superstizione e nella scienza”.

Dopo la pubblicazione, una copia finì al museo Sigismondo Castromediano di Lecce, da dove venne ripescata nel 1959 dal noto etnologo Ernesto De Martino. Egli apprezzò in maniera significativa gli studi condotti da Francesco de Raho, fino a citarlo nel suo libro La Terra del Rimorso, ora tradotto in più lingue e conosciuto in tutto il mondo. De Martino riconobbe il grande merito di anticipare di 50 anni il fenomeno del Tarantismo.

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